Cast: Halle Berry, Benicio Del Toro, David Duchovny, Alexis Llewellyn, Micah Berry, John Carroll Lynch, Alison Lohman, Robin Weigert, Omar Benson Miller, Paula Newsome, Sarah Dubrovsky, Maureen Thomas, Patricia Harras
Tipo: Film per tutti
Trama: Audrey (Halle Berry) e' felicemente sposata con Brian (David Duchovny), ha due bambini e conduce una vita agiata e tranquilla. A sconvolgere tutto arriva una tragica fatalita': mentre cerca di sedare un litigio per la strada, Brian rimane ucciso da un colpo di pistola. Durante il funerale, Audrey incontra dopo tanto tempo Jerry (Benicio Del Toro), vecchio amico del marito costretto a una vita ai margini, ma al quale Brian non aveva mai smesso di offrire il suo aiuto. Jerry non e' mai stato ben visto da Audrey, ma l’occasione sembra finalmente promettere una riconciliazione. Sola in una grande casa, con due figli da accudire, Audrey decide di ospitare Jerry, promettendo vitto e alloggio in cambio di piccoli lavori domestici. Il rapporto tra i due migliora di giorno in giorno, tanto piu' che Jerry stabilisce da subito un forte legame con i bambini e appare intenzionato a rimettersi in sesto e a trovare un buon lavoro.
Che Benicio del Toro si stesse trasformando da bravissimo attore in mostro sacro (viene in mente Marlon Brando fra gli altri), anche qualora non avesse avuto il riconoscimento della Palma d’Oro a Cannes con l’intepretazione del film sul CHE, lo dimostrerebbe senza ombra di dubbio il difficilissimo ruolo da lui magistralmente recitato nell’ultimo film di Susanne Bier, Things we lost in the fire (titolo originale della pessima, libera “traduzione”, Noi due sconosciuti), distribuito in Italia da Teodora Film. Una coppia felicemente sposata con due stupende bambine abita in una bella casa costruita dal marito, Brian Burke (David Duchovny), architetto di successo innamoratissimo della moglie Audrey (Halle Berry) ed adorato a sua volta dalla famiglia. Abilmente la regista danese Bier (Non desiderare la donna d’altri, Dopo il matrimonio) indugia, nelle prime scene del film, ad evidenziare l’opulenza e la gioia affettiva di un nucleo familiare che, di lì a poco, verrà travolto da tragici eventi inattesi. Gli scandinavi eccellono, ed il film non si sottrae a questa fama, nel coinvolgere lo spettatore disegnando atmosfere apparentemente sospese ma cariche di attesa, pronte a svelare misteri, calamità, rivelazioni. Brian, nonostante le proteste della moglie, non ha mai abbandonato un amico di vecchissima data, Jerry (Benicio del Toro), ex-avvocato eroinomane, tentando nel tempo, ma senza successo, di farlo uscire dal tunnel della droga. Quando il gioco del destino si compirà, sarà proprio il tormentato Jerry, in uno scambio di mutuo aiuto, ad offrire ad Audrey un sostegno insostituibile che darà modo ad entrambi di riflettere sui propri comportamenti e rigidità ed uscirne definitivamente trasformati. I temi cari alla regista sono tutti presenti, benché la cifra del film risulti nel complesso più intimista: il superamento delle differenze sociali e culturali; l’importanza di aprirsi agli altri oltre apparenze e stereotipi; l’insospettabilità del bene e del male; l’opportunità che ciascuno può rappresentare per l’altro; la necessità di non cedere all’indifferenza. Già diventata cult la scena durissima della crisi d’astinenza di Jerry-Benicio, girata in quadri sequenziali distinti, con luci via via differenti che accompagnano il variare degli stati fisici ed emotivi dei protagonisti. Un tocco di stile è dato, infine, dai personaggi di contorno: il vicino di casa, il fratello di Audrey, la ragazza del gruppo di auto-aiuto contro le dipendenze, piccoli tasselli che compongono un mosaico di grande valore, da non perdere.