“- Go West, young man ! -“ Andiamo a Ovest, ragazzo. Verso la frontiera, verso il sogno.
Partiamo. A bordo di un carro coperto, nel cuore di una lunga carovana. A fianco del postiglione di una diligenza della “Wells & Fargo”. Ai lati di una mandria di “longhorns”, lungo la pista di Chisholm (“Il fiume rosso” di Howard Hawks, 1948). A cavallo, da soli, in mezzo a praterie sterminate, boschi e deserti, canyon e montagne. Sopra un treno della Union Pacific, per portare a termine la nostra missione (“Quel treno per Yuma” di Delmer Daves, 1957).
Sostiamo a Dodge City, Abilene, Wichita o in una delle tante città fantasma della mitica “Gold Rush”. Sconfiniamo a Sud, oltre il Rio Grande, nel Messico, e a Nord, tra Giubbe Rosse del Canada. Schiviamo le frecce degli indiani e le pallottole dei banditi. Presentiamoci puntuali il 6 marzo 1836 ad Alamo (“La battaglia di Alamo” di John Wayne, 1960) e il 25 giugno 1876 a Little Big Horn (“Piccolo grande uomo” di Arthur Penn, 1970), dicono che ci siano due spettacoli da non perdere. Volendo possiamo fare una capatina anche all’O.K. Corral di Tombstone e assistere alla memorabile sfida tra Wyatt Earp e i suoi fratelli contro i Clanton (“Wyatt Earp” di Lawrence Kasdan, 1994). Evitiamo invece posti come Langtry, nel Texas, dove il giudice Roy Bean è capace di impiccarti per una parola di troppo, a meno che tu non abbia la sensualità della bella Lily (“L’uomo dai sette capestri” di John Huston, 1972)…
A proposito di donne: cerchiamo di stare attenti, visto che ce ne sono alcune veramente pericolose. Pistolere infallibili, sexy e solitarie, capaci di piantarti una pallottola in fronte al primo passo falso (come Jean Arthur nei panni di Calamity Jane in “La conquista del West” di Cecil B. De Mille, 1936). Altre invece sono pronte a sacrificare la loro stessa vita pur di salvare l’uomo che amano (ricordiamo una straordinaria Joan Crawford in “Johnny Guitar” di Nicholas Ray, 1954) . In ogni caso, è sempre bene avere una buona arma a portata di mano. E cosa c’è di meglio di un Winchester 73 ? Lo chiamano “Yell Yellow Boy” per via del caricatore in ottone, sempre così fulgido sotto il sole del deserto. Tutti ne hanno uno, dai rappresentanti della legge a banditi leggendari come Jesse James o Billy the Kid.
Ma che ora abbiamo fatto? Oddio, è quasi mezzogiorno. Presto, corriamo giù in paese, ad Hadleyville. C’è lo sceriffo Will Kane che ha un appuntamento con Frank Miller (“Mezzogiorno di fuoco” di Fred Zinnemann, 1952). Non vorremo certo perderci la scena, proprio adesso poi, che la Guerra di Secessione è finita.
Andiamo a Ovest, ragazzo. Perché, come ci ha insegnato John Ford, “Qui siamo nel West, dove se la realtà diventa leggenda, vince la leggenda”. E allora continuiamo questo viaggio tra finzione e realtà, tra invenzione e storia, tra realtà e leggenda. Sempre e comunque verso Ovest.
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Inserita il 03 - 06 - 08
Fonte: Deborah Macchiavelli
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