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Come il maiale. Piero Chiara e il cinema
Come il maiale. Piero Chiara e il cinema
Quello che incuriosisce maggiormente è entrare nell’ambito prettamente intimo dello scrittore e del suo rapporto non vincolante con il mondo caotico del cinema. Una figura come quella di Piero Chiara, schiva e oramai dimenticata da molti, diventa il riflesso inevitabile per indagare con certosino gusto nei rispettivi campi che competono: lo scrittore da una parte con le sue storie e libri e dall’altra lo sceneggiatore e i mutamenti nei processi produttivi del cinema. Il cedere i racconti alla settima arte, diventa per Chiara anche un passo curioso verso un mondo trasfigurato che lo inizia a fascinare agli inizi degli anni settanta che grazie al successo di Venga a prendere il caffè…da noi (regia di Alberto Lattuada ), dove inizia a prendere credito tra le diverse produzioni del momento. Ovvio che Chiara diventata il testimone di opere visive che tradivano in parte il sunto artistico della sua penna, ma lasciava stare e con una battuta diceva: «I miei racconti e i miei romanzi sono per me come il maiale per il contadino: non si butta via niente». Il cinema, e lo scrittore ne era conscio, storpia e pone a sua misura le storie dei romanzi, e non si può dire che tutto il male viene per nuocere e alcuni risultati lodevoli, si posso riscontrare in pellicole, come: Homo Heroticus (1971 – regia di Marco Vicario), Il piatto piange (1974 – regia di Paolo Nuzzi) e D’Annunzio (1987 – regia di Sergio Nasca). Il film più famoso tratto da un suo romanzo (Chiara è sceneggiatore insieme a Leo Benvenuti, Piero De Bernardi e Dino Risi) è La stanza del Vescovo, lungometraggio del 1977, firmato da Dino Risi e interpretato da Ugo Tognazzi e Ornella Muti, mentre una discreta notorietà ebbe lo sceneggiato televisivo ispirato al romanzo I giovedì della signora Giulia, portato sul piccolo schermo da Massimo Scaglione e Paolo Nuzzi nel 1970. Il lavoro di Roncoroni e Gervasini e lodevole nell’intersecare magistralmente diversi interventi critici, atti a mostrare il valore tra cinema e letteratura che risiede nel tratto distintivo di Chiara. Curioso il capitolo Le sceneggiature di Piero Chiara conservate nell’Archivio Chiara di Luino di Francesca Boldrini; divertente Homo Eroticus, dalla poetica di Piero Chiara alla farsa “all’italiana” di Andrea Bruni e penetrante l’intervento di Alberto Pezzotta nello sviscerare il rapporto tra lo scrittore e il regista Lattuada.

A cura di Federico Roncoroni e Mauro Gervasini
«Come il maiale»
Piero Chiara e il cinema
Marsilio editore
Pag. 178
Euro 18,00
Inserita il 06 - 07 - 08
Fonte: Matteo Merli

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