Scrivere (e vivere) per il cinema e per il teatro.
Questa la scelta - o meglio, la vera e propria vocazione esistenziale - di David Mamet, non a caso scelta come sottotitolo per questa raccolta di saggi, pubblicata in edizione riveduta e ampliata da Minimum Fax nella vibrante traduzione di Elisabetta Valdré.
Un'antologia di scritti in cui il grande regista e drammaturgo americano (noto soprattutto come sceneggiatore de Il postino suona sempre due volte; vincitore, nel 1984, del Premio Pulitzer per Glengarry Glen Ross) racconta di sé stesso d'istinto e a cuore aperto, ricostruendo - in un percorso narrativo lucido e appassionato - tutti i caratteri distintivi il suo viscerale rapporto con la passione per la messa in scena.
Come nasce questo amore?
Ogni autore, ogni interprete, ogni scrittore, ogni regista possiede una propria risposta - unica e personalissima - a questa domanda, che affonda le proprie radici nell'individualità del vissuto.
In questo volume Mamet ricostruisce e indaga le proprie risposte, svelandosi al lettore in una prospettiva inedita ed intensa, mantenendo sempre lo stile provocatorio e disincantato che contraddistingue tutta la sua produzione.
Eccentrico, frammentario, ambiguo, spudorato, disilluso, disarmante.
David Mamet non risparmia se stesso e si offre all'interpretazione del lettore senza pudori, affidandosi alla precisione delle impressioni e alla spontaneità di appunti ed osservazioni sparsi quasi per caso, fra una cena al ristorante, un angolo di tovaglia, una pagina stracciata, un fazzoletto di carta.
Un ritratto diretto e sfaccettato, incredibilmente spontaneo e versatile, che esplora territori strettamente privati e problematiche senza risoluzione e senza tempo, indagando sull'eterna ricerca di equilibrio fra l'etica del teatro e la perenne riscerca di una valvola di sfogo alla propria urgenza creativa.
David Mamet
Note a margine di una tovaglia
Scrivere (e vivere) per il cinema e per il teatro
Minimum Fax
2004
209 pagine
Euro 9,00
Inserita il 01 - 12 - 06
Fonte: Claudia Bertozzi
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