Regista, attore, sceneggiatore, comico, autore teatrale, scrittore umoristico e anche clarinettista jazz: tutto questo è Woody Allen. La sua intensa e immensa produzione di regista e di sceneggiatore lo ha reso un vero e proprio genio del cinema. Genio umoristico, Allen scrive , dirige, recita e gioca col cinema. L’abilità della sua arte sta nel saper colpire sempre e comunque lo spettatore, che sia venuto al cinema per ridere, piangere, emozionarsi o impegnarsi. La complessità delle sceneggiature spesso contorte e intricate di Woody Allen copre il comico, il thriller, il romantico, il drammatico per giocare col cinema e sbalordire il pubblico.
Il numero di premi e riconoscimenti conquistati da Allen nella sua lunga carriera è impressionante: detiene il record del maggior numero di nominations agli Oscar come sceneggiatore, 14, tutte nella categoria della miglior sceneggiatura originale; ha poi ricevuto 6 candidature come miglior regista e 1 come miglior attore che lo portano ad un totale di 21 nominations complessive agli Oscar, il che è un record assoluto (secondo posto per Billy Wilder:19). Gli Oscar vinti sono 3: miglior regia e miglior sceneggiatura originale nel 1978 per “Io e Annie” (la sua pellicola più premiata che vinse l’Oscar anche come miglior film) e miglior sceneggiatura originale nel 1987 per “Hannah e le sue sorelle”. “Io e Annie” vinse in totale 4 statuette mentre “Hannah e le sue sorelle” se ne portò a casa 3.
“Il mio primo film era così brutto che in sette stati americani aveva sostituito la pena di morte” , è quel che dice oggi Woody di “Prendi i soldi e scappa”, esordio alla regia targato 1969. Prima Allen aveva recitato a teatro esibendosi in numeri di cabaret ed era approdato al cinema in veste di attore in “Ciao Pussycat” nel 1965, film diretto da Clive Donner nel quale appare in un ruolo minore. Il film era una sorta di farsa erotica brillante e su questo stile farsesco sarà poi anche il suo esordio registico “Prendi i soldi e scappa”, parodia questa volta del genere gangster: un umorismo ‘colto’ che colpisce subito positivamente il pubblico americano. A questo seguiranno film prettamente comici come “Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere” o “Il dormiglione”, prima del grande successo di “Io e Annie” del 1977. L’intelligente commedia segna il passaggio di Allen a una comicità più sofisticata, mescolata ad aspetti drammatici e anche romantici e porta finalmente Allen al grande successo e alla vittoria del premio Oscar. Successo che da adesso in poi continuerà senza soste con film come “Manhattan”, “Interiors”, “Zelig”, tutti film considerati suoi capolavori. Nel 1987 arriva ancora una consacrazione agli Academy Awards grazie a “Hannah e le sue sorelle”. L’eccentricità dell’attore-regista-sceneggiatore si nota anche nel fatto che, nonostante le sue moltissime candidature al premio Oscar, Allen non si è mai presentato alla cerimonia degli Accademy e non ha mai ritirato di persona nessun premio ricevuto. Soltanto nel 2002 fece un'apparizione a sorpresa durante la diretta televisiva della 74a edizione della cerimonia di premiazione, anche se quell'anno non era candidato a nessun premio, per invitare il mondo del cinema a non abbandonare New York dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 e continuare a girare film in quella che è la sua amata città. Ad oggi questa rimane la sua unica apparizione a tali cerimonie.
Dopo i premi ricevuti per “Hannah e le sue sorelle” nel 1987 altri successi arrivano negli anni ’90 con “Alice“, “Crimini e misfatti”, “Mariti e mogli”, “Pallottole su Broadway”, “La dea dell’amore”. Tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio la carriera di Woody Allen subisce una piccola flessione soprattutto in America, i suoi film del periodo sono considerati un mezzo flop e il regista dichiara di ‘sopravvivere’ grazie al mercato europeo: in Europa infatti il successo di Allen non subisce flessioni e questo modifica anche il modo di fare cinema dello stesso regista. Allen infatti abbandona la sua amata New York dove fino ad ora aveva praticamente ambientato tutti i suoi film per trasferirsi a Londra e girare lì le sue pellicole. Ambienta così nella capitale inglese “Match Point”, “Scoop” e “Sogni e delitti”. E nel 2005 grazie a “Match Point”, avviene il ritorno alla ribalta mondiale: il film ha un ottimo incasso anche negli Stati Uniti e lui ottiene, a distanza di otto anni, l’ennesima nomination all’Oscar per la migliore sceneggiatura. Il successo ‘europeo’ spinge lo sperimentatore Allen a cercare una nuova location nel vecchio continente che, come Londra, abbia un qualcosa di magico e lo trova in una città che è quasi l’opposto della capitale inglese: Barcellona, dove gira il suo ultimo (momentaneamente) film europeo “Vicky Cristina Barcellona” prima del riapprodo a New York: il ritorno nella metropoli americana è infatti targato 2009 con il film "Basta che funzioni", nelle sale dall'autunno 2009.
Oltre agli Oscar Allen ha ricevuto un Golden Globe per la migliore sceneggiatura per “La rosa purpurea del Cairo” (e 4 nominations), uno come miglior attore per “Io e Annie” (e una nomination). Ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera al Festival di Venezia e la Palma delle Palme al Festival di Cannes per la carriera. I suoi film non hanno mai ricevuto premi a queste due manifestazioni perché Allen ha sempre voluto presentarli come fuori concorso (così come al Festival di Berlino). Ha poi ricevuto anche 5 David di Donatello e ben 8 premi Bafta.
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Inserita il 28 - 08 - 09
Fonte: Dino Dottore
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