E’ un bel film ma, com’è giusto che fosse, ci si aspettava qualcosa di più, molto di più. E questo non perché ci siano carenze sul piano della regia o della fotografia, del montaggio o della recitazione e via dicendo, ci mancherebbe altro con professionisti del calibro di Nolan e del suo staff. Il fatto è che, come fin troppo spesso accade, anche in questo film non si riesce ad avere il giusto mordente, è come se si rimanesse sulla solita linea delle cose fatte bene e con diligenza ma non si riesca a raggiungere particolari vette di bravura: non solo per quanto riguarda , che per la sua recitazione del Joker lo si vuole candidare all’Oscar (opinione non così condivisibile), ma per tutto il film in generale.
“Il cavaliere oscuro” ha ovviamente i toni scuri del fumetto, ma ciò non gli è sufficiente ad essere anche “oscuro”: la violenza nella città o la morte di personaggi vicini al protagonista, le crisi di identità e gli ondeggiamenti sul filo della follia che caratterizzavano il filone delle storie originali di Batman cui si ispira Nolan non assumono i tratti i tragici e drammatici che ci si aspetterebbe, non riescono a superare la barriera della superficie delle cose e degli eventi che accadono, e per questo rischiano di lasciare distaccati.