Sono passati ormai tre anni da quando J. K. Rowling ha concluso la sua magica avventura e manca un solo adattamento per porre la parola fine a questa saga. Naturale dunque il tentativo di far sorgere nuove epiche narrazioni per continuare a cavalcare l’onda del successo sorta con il fenomeno Harry Potter. Il nuovo eroe di carta che tenta questa missione, si chiama Percy Jackson (Logan Lerman sullo schermo). Nato dalla penna dell’americano Rick Riordan, assistiamo alla contaminazione tra epica e realtà. I poteri degli Dei renderanno speciali i protagonisti di questa nuova saga e il miglior regista in circolazione per garantirsi questo debutto non poteva non essere Chris Columbus, regista di Harry Potter e la pietra filosofale. Il romanzo di Riodan è stato un caso editoriale in America, che sembra promettere bene anche qui in Italia grazie all’uscita del film. Tuttavia il risultato di questo adattamento è mediocre. Il motivo? La noia. Dalle prime pagine si avvertono similitudini con il celeberrimo orfano che possono anche non disturbare (Percy ha dodici anni, è moro e ha gli occhi verdi), ma il continuo sottolineare del suo cattivo carattere, il riproporre della scena di irruzione di Hagrid, il termine mezzosangue, la definizione di "piccola celebrità" da parte di Dionisio con tono sprezzante e la saputella Annabeth richiamano troppo personaggi già esplorati, amati e non dimenticati. Come si può incantare il lettore se mancano personaggi complessi e l’originalità tipica di una saga totalmente nuova? E questi due ingredienti sono fondamentali se l’obiettivo da raggiungere è proporre al pubblico il nuovo Harry Potter. Chris Columbus, scegliendo di non rimanere fedele alla propria fonte, riesce con abilità a confezionare un film divertente e discreto; parte di questo merito va ricondotto al cast altisonante che vede tre nomi su tutti: Uma Thurman (Medusa), Pierce Brosnam (Chirone) e Sean Bean (Zeus). Azione ed effetti speciali completano i lati positivi di questa prima opera cinematografica, che rimane pur sempre lontana dall’entrare nei cuori degli spettatori e lettori. E non servirà un Oracolo per sapere che anche i portafogli dei produttori rimarranno lontani dagli incassi storici.