La maledizione
Regia: Roy Ward Baker
Cast: Peter Cushing, Stephanie Beachman, Herbert Lom, Patrick Magee, Ian Ogilvy.
Gran Bretagna, 1973, col., 86’
Distribuzione: Gargoyle Video, Millenium Storm
La Amicus e la casa di produzione fondata da Milton Subotsky e da Max J. Rosenberg e che negli anni 60 e 70 è stata, dopo la leggendaria Hammer, la più importante fucina di horror britannici, specializzata soprattutto nei film ad episodi. La maledizione del collaudato Roy Ward Baker ( molto meglio il titolo originale, And Now The Screaming Starts! ) alla regia è tratto da Fengriffen di David Case e si approda alle tipiche atmosfere gotiche del periodo vittoriano per entrare negli incubi di catherine, giovane sposa appena giunta nella dimora di famiglia del suo consorte Charles Fengriffen, che trattiene in se una sinistra colpa del passato. Un silenzio impera nel castello dei Fengriffen, sia nelle persone che nel giovane sposo, che oramai terrorizza l’incolpevole Catherine, vittima sacrificale di una spaventosa presenza che veglia malignamente sulla sua persona. Di riflesso interviene la misteriosa figura di Silas figlio di Silas, il taglialegna che, soffocato da un dolore che ha consumato la sua la anima, si ostina ad abitare nella tenuta dei Fengriffen per veder compiuta la sua inesorabile vendetta. Con l’entrata in scena del Dr. Pope ( Peter Cushing ), l’eminente scienziato chiamato da Londra per curare la sposa di Charles Fengriffen, riuscirà a scardinare il della famiglia, ma non saprà dare una risposta scientifica a quello che è accaduto, perché il confine tra reale e soprannaturale e controllata da forze occulte sprigionate dal male degli esseri umani. Un umanità che si infligge male ed entra nella carne, impiantando il suo seme vendicativo negli occhi fragili di un nascituro. Il DVD è riversato ottimamente e rispetta il formato orginale della pellicola. L’immagine a parte una lieve grana e da alcuni micro segni, ha una definizione dei colori corposa. L’audio è composta da due tracce, italiano e inglese in Dolby Digital 2.0, entrambe nitide. La traccia inglese risulta più marcata rispetto al doppiaggio in italiano che, inoltre, non riesce a restituire l’intensità dei dialoghi originali. Nella traccia in italiano sono stati aggiunti alcuni dialoghi che non compaiono nella versione originale. Sottotitoli in italiano non sempre precisi nella traduzione effettiva dei dialoghi inglesi. Peccato per l’assenza di extra.
Inserita il 23 - 08 - 08
Fonte: Matteo Merli
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