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Cosa c'è al cinema?
Scandalo al Sole
Quando le notizie bucano lo schermo e diventano argomento di discussione.

La Rubrica è curata da Nancy Cacchiarelli.
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La fatica di essere belliPRECEDENTE SUCCESSIVOVacanza d'onore.
Carramba che noia.
Carramba che noia.
I sogni non cambiano. Quelli degli italiani sono sempre gli stessi. Anche la conduttrice rimane la stessa con lo stesso casco d’oro sempre più difficile da ricomporre, con lo stesso programma e inutile dirlo con la stessa vitalità.
E’ ritornata, lo hanno fatto, hanno riesumato "Carramba che sorpresa" trasmutandolo in "Carramba che fortuna".
Dopo due anni di assenza dal video, accompagnato da vari surrogati sostanzialmente simili come "il treno dei desideri"e "c’è posta per te", al via le tredici prime serate, abbinate alla Lotteria Italia. Con Raffaella ritornano Sergio Japino e Gianni Boncompagni, coautori dello show, tanto per riedificare una sorta di trittico familiare. Come se non bastasse sono stati scelti quaranta ragazzi, pare “bellissimi”, per accompagnarla nella sfida, sperando che tanti giovani virgulti, del talento ne parliamo un'altra volta, riuscissero a compensare la mancanza di innovazioni e di idee. Il nuovo-vecchio programma garantisce medley: dagli Abba a Marcella Bella, da Fiordaliso a Patty Pravo, cavalcando sempre un onda del passato che ti fa sempre più rimpiangere il passato inciampando in un presente manchevole i futuro televisivo.
Le carrambate non mancano insieme a ricongiungimenti e sorprese per spettatori sempre più pronti a ricevere agnizioni e improvvisate. Non ci crede più nessuno, come qualcuno ti invita dalla raffa nazionale, e ha un parente in argentina, si mette comodo ad aspettare, e anche se nessuno glielo dice è pronto “pedro è qui……………".
Non ci si commuove e non ci si diverte più nemmeno i 5 milioni di euro e altre vincite milionarie messe in palio riescono a smuovere il programma che sonnecchia all’ombra del "tuca tuca", e "rumore".
Per la salvaguardia del varietà italiano, proporrei una dilazione. Smettiamola, ma non solo per due anni e regoliamo il flashback. Non si possono ascoltare le infanzie di tutti con fonti inesauribili di fatterelli, almeno due volte alla settimana, in prima serata, in un quadro convenzionale di gran garbo e molto uggioso.
Fabrizio del Noce, d’accordo con la signora dello schermo, Raffaella Carrà, volevano capire riproponendo "Carramba"se gli spettatori, amassero ancora l’originale o le copie che si sono avvicendate in questi anni”. Forse sarò l’unica a rispondere a questa domanda per iscritto, ma come spettatrice media, penso che, sia le copie che gli originali riproposti fino all’inverosimile stremano anche i più nostalgici e quelli che hanno sogni da realizzare.

Inserita il 09 - 10 - 08
Fonte: Nancy Cacchiarelli

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